Le tipologie di condensatori in un microscopio

In un microscopio è di fondamentale importanza riuscire a regolare, di volta in volta, l’intensità del fascio di luce, a prescindere dalla tipologia della lampada, che può essere alogena o a Led. Ogni volta che ci si accinge all’osservazione del campione, infatti, a seconda che necessiti di più o meno luce e della densità o opacità dello stesso, può essere necessario variare la luminosità per focalizzare meglio e mettere a fuoco l’oggetto. Questa facoltà non è prerogativa di tutti i microscopi, ma dei migliori modelli in commercio, come si può evincere dalla consultazione del sito www.microscopiomigliore.it. Non è il solo fattore a determinare l’efficienza dello strumento, anche la qualità del condensatore influisce sulle prestazioni del microscopio. Ma cos’è il condensatore?

Altro non è che un sistema di lenti che veicola la luce in un raggio che trapassa l’oggetto osservato dalla giusta angolazione raggiungendo l’obiettivo collegato all’occhio. Il condensatore può essere regolato per rettificare l’intensità del raggio luminoso per poterlo calibrare in relazione al campione. Ma attenzione, perché il condensatore, in quanto dispositivo ottico, può essere suscettibile di anomalie dette aberrazioni, anche se le lenti sono corrette. Esistono tre tipi di condensatori: cromatici, acromatici e planari. Per cromatici s’intendono i condensatori più elementari ed economici, dotati di due sole lenti (Abbe) senza la possibilità di correggere le aberrazioni, a differenza degli acromatici che correggono sia le aberrazioni cromatiche che sferiche. Infine si trovano modelli che montano condensatori planari, in grado di correggere solo le aberrazioni sferiche.

Altra specifica di rilievo nella valutazione di un microscopio è l’alimentazione della lampada, anche questa di tre tipi: a batteria, con cavo Usb o da rete. L’alimentazione varia da microscopio a microscopio, la maggior parte dei microscopi puri sono alimentati a batteria, i modelli collegabili al pc sfruttano il cavo Usb, mentre i microscopi a Lcd usano la rete elettrica. Per completare il quadro sulla conformazione tecnica dei microscopi non si può omettere il tavolo traslatore, la piattaforma di supporto che sostiene il vetrino su cui va posto il campione da analizzare. Nei microscopi di fascia bassa di prezzo questo tavolo è sorretto da due fermi che immobilizzano il vetrino, lasciando ampi margini alla manualità, mentre i modelli migliori e più professionali dispongono di un tavolo meccanico detto anche a croce, provvisto di un traslatore a cui agganciare il vetrino, il cui spostamento avviene in ogni direzione tramite l’azionamento di due viti meccaniche.

Le tipologie di condensatori in un microscopio
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